Per tutelare, conservare e valorizzare il patrimonio artistico-culturale di una città come Monza, ci si può rendere conto di quanto sia utile individuare la connessione giusta tra il mondo artistico ed economico puntando, perché no, anche al coinvolgimento delle imprese. In questo contesto, abbiamo formato un team con l’obiettivo di creare uno strumento utile, funzionale, ricco di spunti e curiosità, indirizzato sia ai turisti propensi a visitare e scoprire Monza per la prima volta, sia a tutti i cittadini della Brianza mossi dal desiderio di conoscere qualche aspetto non noto della realtà in cui vivono o a loro vicina.
Il nostro sito nasce anche sulla base della nostra esperienza: pur abitando a dieci chilometri da Monza e avendo più volte visitato la città, non ci eravamo rese conto dell’esistenza di alcuni luoghi monzesi di particolare interesse artistico. Da qui l’idea di creare un percorso “di “scoperta e riscoperta” dei tesori nascosti di Monza, una sorta di mostra d’arte virtuale.
I mezzi di contatto tradizionali con il territorio quali, ad esempio, volantini, manifesti, cartellonistica, sono circoscritti al territorio stesso e hanno una durata breve nel tempo. Un sito nel web, invece, non solo è il mezzo più veloce per l’immediata fruibilità della città, ma risulta anche ampliabile in tempi brevi, senza l’aggiunta di elevati costi e, per questo, sempre aggiornato, interessante e accattivante.
Doniamo questo sito web al Comune di Monza affinché le Autorità locali possano renderlo operativo, al servizio della comunità, certe che possa suscitare e/o incentivare l’interesse dei turisti nei riguardi dell’arte e delle culture monzesi.
Il nostro lavoro potrebbe anche essere inserito in una serie di Info-point, dislocati in punti strategici della città (biblioteca, municipio, all’aperto, …), dotati di monitor, dai quali il visitatore potrebbe facilmente accedere alla banca dati.
Il nostro lavoro è solo un aspetto del progetto che potrebbe essere realizzato e noi ci rendiamo disponibili al suo ampliamento. Oltre alla traduzione in inglese, si potrebbero, ad esempio, inserire mappe interattive, itinerari, percorsi originali di interesse specifico, musei, pinacoteche, descrizioni approfondite degli interni delle chiese e degli edifici storici, segnalazioni di parcheggi comunali e/o garage privati, collegamenti on-line con alberghi e strutture di ristorazione e/o di intrattenimento. Ciascuna delle strutture private coinvolte nei collegamenti on-line potrebbe, ad esempio, “adottare” un sito artistico (o una parte di esso) o un Info-point, in modo da sostenere le spese di manutenzione "dell’adottato".
Tema N°2
L’arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana finalizzata alla creazione di espressioni estetiche. Essa è una delle maggiori espressioni in grado di rivelare la natura dell’uomo, ma allo stesso tempo un inesplicabile mistero che fluisce dalle levigature di un blocco di marmo, dallo sguardo di un ritratto, dall’ombra di una facciata incombente: una richiesta di ascolto, una supplica all’animo di chi guarda, un coinvolgimento che ricorre alle nostre pulsioni più ancestrali.
L'economia è la scienza che studia la produzione, la distribuzione ed il consumo dei beni e dei servizi. Essa è anche definita come la scienza che studia le modalità di allocazione di risorse limitate tra usi alternativi, al fine di massimizzare la propria soddisfazione.
Con il termine mecenatismo si intende il sostegno e il patrocinio disinteressati in favore di artisti e letterati o, più in generale, nei confronti di attività artistiche e culturali. Più semplicemente, il mecenatismo indica il sostegno e la protezione che i sovrani e le grandi casate aristocratiche accordavano ai letterati e agli artisti e che loro contraccambiavano svolgendo incarichi di tipo cancelleresco oppure mettendo la loro arte al servizio del potere, rendendo magnifiche e prestigiose le corti. Il termine deriva dal nome di Gaio Cilnio Mecenate (68 a.C. - 8 d.C.), un influente consigliere di Ottaviano Augusto che formò un circolo di intellettuali e poeti che sostenne nella loro produzione artistica. L'atteggiamento assunto da Mecenate è divenuto un modello: sono stati numerosi i regimi che si sono avvalsi di artisti ed intellettuali per migliorare la propria immagine. Nel passato, infatti, le opere d’arte erano encomi della potenza di una famiglia nobile. Oggi, invece, sono la testimonianza della ricchezza culturale di un paese.
In Italia, nel passato, l’imprenditore e l’uomo di cultura sono stati l’uno rispetto all’altro come il “diavolo” (umanizzazione del profitto) e “l’acqua santa” (la sconfessione del profitto): il primo considerava la cultura come un lusso, un momento di evasione dalla routine quotidiana; il secondo non tollerava alcuna intrusione dell’economia nel “sacro” recinto del museo, del teatro, della biblioteca e così via. Successivamente, il contatto tra il mondo della cultura e quello dell’impresa si è via via sviluppato: il primo ha iniziato a ricorrere al mondo imprenditoriale per reperire le risorse finanziarie necessarie per tutelare, conservare e valorizzare il proprio patrimonio e il mondo delle imprese scopriva che il coinvolgimento in operazioni culturali poteva incidere nella percezione del consumatore ancor più profondamente di altri strumenti pubblicitari, riuscendo ad assicurare all’azienda un ritorno all’immagine ed all’esposizione del marchio: la cultura si rivelava cioè uno strumento di straordinario potenziale per comunicare al mondo esterno i valori dell’impresa. Si è assistito ad una vera e propria culturalizzazione dell’economia e, oggi, in Italia, centinaia di imprese investono in cultura.
Gli interventi del mondo imprenditoriale a favore del recupero e valorizzazione del patrimonio culturale, storico ed artistico nazionale possono assumere due diverse forme, regolate da differenti disposizioni di legge: sponsorizzazioni e mecenatismo culturale (erogazioni liberali o donazioni).
Più in generale, si parla di mecenatismo per il sostegno all’arte e alla cultura in genere da parte di singoli individui o di imprese che, attraverso il loro finanziamento, non perseguono alcuna utilità economico o commerciale diretto.
L’impresa mecenate non può, pertanto, legare alcun interesse commerciale al suo contributo che è erogato a titolo di mera liberalità, senza la previsione, a carico del beneficiario, dell’obbligo di tenere determinati comportamenti destinati a favorire la diffusione dei segni distintivi dell’impresa. Quest’ultima, di regola, si riserva la facoltà di pubblicizzare il suo intervento con una forte ricaduta sulla sua immagine.
Sotto il profilo fiscale, anche per il mecenatismo il legislatore ignora il termine e parla di “erogazioni liberali in denaro” il cui quadro normativo ha subito di recente una marcata evoluzione. Il TUIR disciplina la materia con l’art. 38 della legge 21 novembre 2000, n. 342, vedi anche la guida "investire in cultura". In estrema sintesi, tale disciplina consente di dedurre dal reddito d’impresa le erogazioni liberali destinate ad organismi operanti nel settore culturale, fermo restando che questi ultimi possono essere chiamati - qualora l’importo complessivo delle donazioni agevolate superi la soglia annuale prefissata - a versare all’erario una quota delle somme percepite.
Bibliografia
Enciclopedia Curcio
Enciclopedia R8 - Rizzoli
La biblioteca del sapere – Rizzoli-Larousse
Sitografia
www.lombardiacultura.it
www.architettonicimilano.lombardia.beniculturali.it
www.monzacom.it
www.storiadimilano.it
www.monzanet.it
www.comune.monza.mi.it
www.giornaledimonza.it
www.wikipedia.it
www.comuni-italiani.it
www.milanodabere.it
www.turismo.it
www.flickr.com
www.sxc.hu


Gruppo di lavoro:
la Niña, la Pinta e la Santa Maria
Studentesse: Giulia Baronio, Roberta Russotti, Erica Spreggiaro
Docenti: Mariolina Cappadonna, Maria Pia Cardamone, Eugenio Spreggiaro
IISS C.E. Gadda - Paderno Dugnano
IIS E. Majorana - Cesano Maderno