Carta d’identità
nome:   Parco di Monza 
nato il: 14 settembre 1805
professione: polmone verde nel cuore di Monza
segni particolari:
60.000 visitatori in una domenica di maggio (fonte P.I.M.)
muro: 13 km
Porte d'ingresso: 5
Superficie Giardini della Villa Reale: 35 ha
Superficie Parco: 685 ha
Superficie a prato: 137 ha
Superficie a bosco: 295 ha
Alberi ad alto fusto:110.000
Ponti: 4
Ville storiche: 3
cascine: 26
Mulini: 3

Orari di apertura:
- in inverno (ottobre/marzo): dalle 7 alle 19
- in estate (aprile/settembre): dalle 7 alle 20:30
- dall'entrata in vigore dell'ora legale: dalle 7 alle 20:30

Trasporti
È possibile giungere al Parco di Monza in:
- Auto: vi aspetta un parcheggio a pagamento (Porta Monza - ingresso viale Brianza) per poi proseguire in bici, a cavallo o in carrozza! Per info, scrivi a info@parcomonza.org.
- Bus. Per info, consulta la mappa.
- Taxi. A Monza esiste un servizio di radiotaxi attivo dalle 6.30 alle 00.30.
Altri orari possono essere coperti prenotando anticipatamente il servizio. I taxi si possono trovare in piazza Carducci e presso la Stazione di Monza. Il numero telefonico da chiamare è: 039.36379

Per altre info:
Uffici Settore Parco e Villa Reale
Tel. 039/322003 - 039/382596
da lunedì a venerdì
dalle 9.00 alle 12.00
e-mail: ammparco@comune.monza.mi.it

Situazione Attuale e Competenze
I proprietari del Parco sono i Comuni di Monza e Milano dal 1934 che sono anche proprietari, dall' aprile del 1996, anche di metà della Villa Reale. Nonostante il Parco faccia parte del Consorzio del Parco della Valle del Lambro, incombono sul polmone verde monzese forti interessi privati trovandosi in un area dove il verde pro-capite e'  di soli 9 mq contro i 15 previsti dalla legge regionale. Attualmente il Parco è per il 45% ad uso pubblico e per il 55% affittato a privati.
Secondo il Piano Regolatore Monzese del 1964 nel Parco non può essere edificata nessuna nuova costruzione, secondo il nuovo Piano Regolatore di Leonardo Benevolo il Parco viene classificato come "zona A", cioè come centro storico.
Il Parco rappresenta un valore inestimabile dal punto di vista salutistico, culturale, urbanistico, storico, ambientale, naturalistico, faunistico.
Il Parco e i giardini della Villa Reale sono un bene prezioso da migliorare, salvaguardare, utilizzare per le presenti e future generazioni sempre più pressate da un progresso disumano verso un ritorno alla natura libera e tonificante.
Per questo è indispensabile, da parte di tutti i frequentatori del Parco e dei giardini della Villa Reale, l'osservanza cosciente di un regolamento (redatto a cura dell'Amministrazione del Parco e della Villa Reale del Comune di Monza) in modo che questa oasi verde continui a essere un luogo di sereno svago e di arricchimento culturale e sociale.

Significato e valore storico-artistico del Parco
Il Parco di Monza nasce, insieme alla villa, nel 1777 secondo i progetti degli architetti Giuseppe Parini, Ludwig Engel e Friedrich Schiller per volontà dell’Arciduca Ferdinando d’Austria. Nel parco, in stile francese con estensione a nord in stile inglese, si trova la Villa Reale, la residenza di campagna per l’arciduca, che si ispira alla grandezza e magnificenza delle più importanti residenze principesche europee del Settecento.
Solamente con un Decreto Napoleonico del 1805 il Parco e la Villa vengono riconosciuti come luogo di delizia, di tenuta agricola e di caccia e per questo vengono annessi centinaia di ettari di terreno nei comuni di Monza, Biassono, San Fiorano, Vedano e terreni privati come le ville Mirabello e Mirabellino. Il Parco quindi, da giardino alla francese di dimensioni limitate che arrivava fino al Lambro e con un piccolo parco all‘inglese che imitava la spontaneità del paesaggio naturale, fu riprogettatto dall' architetto Luigi Canonica tra il 1805 e il 1808.
Tra il 1814 e il 1848 con il dominio austriaco il parco riacquista il suo fasto e splendore originario, il arco arricchisce in questo periodo il suo patrimonio vegetale e viene aperto al pubblico.
Dal 1848 al 1920 il parco vive un periodo infelice: inizialmente diviene proprietà della Corona d’Italia e viene quindi chiuso al pubblico, successivamente, dopo che la famiglia reale abbandona il Parco a seguito dell’uccisione di Umberto I, il parco viene ceduto alla Stato. Lo Stato, a sua volta, cede le terre all' Opera Nazionale Combattenti  che poi passa l'intero compendio ad un consorzio formato dai comuni di Monza e di Milano e alla Società  Umanitaria.
Dal 1922 si assiste ad un totale trasformazione del parco con la costruzione dell’autodromo nel 1922, dell’ippodromo nel 1923, del campo da golf, dei campi da tennis e più tardi, negli anni Cinquanta, trovano qui sede un campo da hockey, il polo club, il centro controllo RAI , bar, scuderie, piscina, campeggi e un allevamento di cani.

 

IL PARCO DI MONZA

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